Domande & risposte
Rinoplastica Faq

Si sente recentemente parlare di una tecnica di rinoplastica cosiddetta _ open_ relativamente alla chirurgia estetica del naso: cosa significa esattamente e quali sono i vantaggi di tale tecnica?

La tecnica “open” (letteralmente:” aperta”), non è assolutamente una tecnica di recente scoperta. Nasce, pensate, già ai primi del novecento, soppiantata successivamente dalla tecnica opposta e cioè “chiusa”, per poi essere riscoperta e “rivisitata” negli ultimi vent’anni. Consiste in un accesso chirurgico alle strutture nasali interne da rimodellare, attraverso una incisione (ce ne sono di vari tipi) della struttura cutanea che divide le due narici (columella) e che unendosi alle tipiche incisioni interne del naso proprie di tutte le rinoplastiche, consente di scoperchiare le strutture cartilaginee della punta e quindi di visualizzare meglio il ristretto campo operatorio sul quale intervenire chirurgicamente.

Mentre nelle rinoplastiche chiuse le incisioni interne al naso sono le uniche che consentono di intervenire sulle strutture da rimodellare, nelle rinoplastiche open ci sono le suddette incisioni supplementari. I vantaggi sono evidenti per chi ritiene di avere delle difficoltà nell’operare “al buio”, senza l’opportunità di esporre completamente le strutture cartilaginee della punta.
Gli svantaggi sono ovviamente conseguenti alla cicatrice residua sulla columella anche se di minime dimensioni e generalmente di buona qualità estetica. Questa spiegazione delle differenze tra le due tecniche è per il vero un po’ semplicistica, perché, parlando di chirurghi professionisti esperti e seri, occorre dire che ci sono motivazioni più importanti nel scegliere un tipo di tecnica rispetto all’altra, motivazioni che caratterizzano tutta una filosofia comportamentale e una visione differente dell’estetica del naso.

Volendo (e dovendo) semplificare l’argomento, direi che coloro che scelgono per lo più (dico per lo più, perché ci sono casi particolari ove l’adozione della tecnica “open” è ben vista anche da quei chirurghi che generalmente operano con la tecnica “chiusa”) la tecnica “chiusa” ritengono che il modellamento delle cartilagini della punta debba avvenire nelle condizioni nelle quali dette cartilagini rimangono ricoperte dal rivestimento cutaneo, perché il riposizionamento del rivestimento cutaneo dopo essere stato interamente sollevato ( nella tecnica open ) dopo l’avvenuto rimodellamento, non troverebbe più l’esatta posizione sulle strutture rimodellate e ciò potrebbe causare degli inestetismi, non valutabili subito, ma evidenti a cicatrizzazione avvenuta. Personalmente sono di questo parere e quindi sconsiglio la tecnica open.

Tecnica che conosco molto bene per averla utilizzata in tanti casi di rinoplastiche secondarie (rinoplastiche su nasi già operati) e in difetti estetici del naso conseguenti a malformazioni.
Coloro che hanno “sposato” la tecnica open incondizionatamente, ritengono invece di essere in grado con tale tecnica, di operare le strutture della punta con una precisione che non sarebbe consentita loro dalle tecniche chiuse. Sarà vero, rispondo io, ma costoro non considerano che il risultato finale dell’intervento di rinoplastica estetica non deriva solo dalle strutture rimodellate, ma anche dal rivestimento cutaneo che a tali strutture rimodellate, ala fine, viene riposto sopra.

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