Mastoplastica additiva (o di aumento) con utilizzo di grasso corporeo
Le nuove possibilità dalle cellule staminali presenti nel grasso corporeo per aumentare e rimodellare il tuo seno in alternativa all'impianto di protesi mammarie: l'autotrapianto adiposo.Un' altro tipo di procedura chirurgica indicata per l'aumento di volume delle mammelle, alternativa all'impianto protesico è l'utilizzo del proprio grasso corporeo
Si tratta di una procedura molto innovativa che si basa oltrechè sulla integrazione di volume relativa alla quantità di grasso autotrapiantato, anche sulla quantità di attecchimento dello stesso, come garanzia di aumento di volume permanente e non solo temporaneo. La quantità di grasso trapiantato che attecchisce e che rimane in sede permanentemente dipende infatti non solo dal volume stesso del grasso trapiantato ma anche dalla concentrazione delle cellule staminali adulte in esso presenti, delle quali il grasso normalmente è provvisto che condizionano la percentuale di attecchimento delle cellule adipose. Le varie metodiche di autotrapianto di grasso si differenziano proprio per le diverse modalità di autotrapianto dello stesso grasso e delle cellule staminal in esso presenti, al fine di ottenere la massima percentuale di attecchimento delle cellule trapiantate e quindi la più elevata stabilità del volume ottenuto.
La procedura più sofisticata consiste:
- nel prelievo in quantità sufficiente di tessuto adiposo (almeno 400-600cc);
- nell'estrazione da questo tessuto adiposo delle cellule staminali;
- nella integrazione del quantitativo di cellule staminali così ottenute, con un volume di tessuto adiposo adeguato alle necessità dettate dall'aumento del seno richiesto dalla paziente e nel filling di questo tessuto adiposo così integrato/addizionato di cellule staminali, nel seno da aumentare.
Per questo è necessaria una procedura che richiede l'impiego di un enzima proteolitico che consente la separazione e l'isolamento delle cellule staminali attraverso vari passaggi in una complessa macchina provvista di filtri, specifici sensori e di una specifica centrifuga.
Questa procedura, se il soggetto trattato ha una quantità di grasso sufficiente, consente di aumentare il volume del seno e di rimodellarne la forma in modo assolutamente naturale senza l'impiego di protesi.
Altra procedura, più semplificata rispetto a quella descritta prevede l’utilizzo del proprio grasso corporeo dopo una semplice centrifugazione che ha lo scopo di eliminarne la fase liquida e così di aumentarne in percentuale la concentrazione degli adipociti e delle stesse cellule staminali.
Entrambe le procedure possono avvalersi per un tempo variabile (in genere per un paio di mesi) prima dell'intervento di autotrapianto, dell’adozione di due coppe aspiranti (una per mammella), al fine di ottenere un temporaneo aumento di volume delle mammelle. Le coppe aspiranti vengono posizionate sulle mammelle e vengono connesse ad un piccolo compressore portatile che, una volta in funzione, crea il vuoto nelle coppe e che se applicato per almeno 12 ore al giorno secondo il consiglio di una equipe americana che lo ha sperimentato, consentirebbe un'espansione dei tessuti mammari e quindi la possibilità di impiantare maggiori quantità di tessuto adiposo e quindi la possibilità di ottenere un maggiore aumento di volume delle mammelle.
L'utilizzo post-operatorio delle stesse coppe aspiranti per un periodo di circa un mese, consentirebbe di stabilizzare il risultato. In pratica si afferma che con questa metodica supplementare si otterrebbe l'attecchimento di circa l'80% del grasso impiantato mentre con le metodiche più "economiche" si arriverebbe al massimo al 50% di attecchimento del grasso impiantato.









