Rischi e complicazioni
mastoplastica additiva con protesi
La valutazione dei rischi
Ogni anno molte migliaia di donne si sottopongono ad interventi di aumento del seno e sono soddisfatte.Tuttavia è giusto che chi decide di sottoporsi ad un qualsivoglia intervento di chirurgia estetica sia consapevole, oltre che dei benefici, anche dei rischi che può correre.
Ci rendiamo conto che tutti sanno che ogni procedura chirurgica presenta dei rischi generici e che la chirurgia plastica o la chiurgia estetica non fanno eccezione. Ma è giusto conoscere nel dettaglio tutti gli aspetti specifici del rischio, caso per caso e per singola procedura, affinchè la scelta di sottoporsi all’intervento sia per ogni paziente libera e consapevole. Premesso che il tema dei rischi e delle potenziali complicanze della chirurgia estetica è più opportuno che venga dettagliatamente discusso in relazione al vostro caso specifico e direttamente col vostro chirurgo estetico di fiducia, è bene sapere che alcune delle possibili complicanze che possono accadere e che devono essere oggetto di approfondimento, includono:
- reazioni all'anestesia
- possibili ematomi che possono richiedere di essere drenati chirurgicamente
- possibili infezioni
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Alterazioni della sensibilità del capezzolo o dell’areola, anche se di solito sono disagi temporanei
Le complicazioni più frequenti dopo un intervento di mastoplastica additiva sono peraltro costituite dalla cosiddetta contrattura capsulare. Intorno alle protesi mammarie infatti si può formare un involucro fibroso che in certi casi diventa più spesso e tende a contrarsi comprimendo la protesi sottostante.
Ciò può comportare un indurimento del seno e talvolta un aumento della tensione delle mammelle nonchè alterazioni della forma e della simmetria, specie se il fenomeno interessa una sola delle due mammelle.
Altra complicazione conseguente alla mastoplastica additiva è il cosiddetto wrinkling (corrugamento) che consiste nella percezione tattile e talvolta anche visiva delle piegoline che le protesi assumono a seguito di una contrattura capsulare anche modesta. Questo fenomeno si manifesta specie se la paziente è molto magra e quindi presenta scarso spessore nei tessuti che ricoprono le protesi. Questa complicanza può presentarsi anche a distanza di tempo. Ciò è dovuto anche al fatto che le protesi mammarie, per mantenere una maggior morbidezza e per poter essere inserite più agevolmente attraverso un piccolo accesso chirurgico (dimensione dell'incisione chirurgica), sono nella fase costruttiva appositamente sotto riempite.
È per questo motivo che le protesi mammarie possono presentare delle piegoline se costrette in uno spazio più ristretto come accade a seguito della contrattura capsulare periprotesica.
Un motivo di insoddisfazione può essere l’asimmetria delle mammelle esito dell’intervento, dovuta ad una preparazione imprecisa delle tasche di alloggiamento delle protesi, alla migrazione di una delle due protesi verso il basso o più spesso verso l’alto, sotto l’azione del muscolo grande pettorale.
Di più raro riscontro, tra i motivi di insoddisfazione, il risultato di una mammella di dimensioni minori o maggiori rispetto a quelle desiderate.
Da ricordare
Le protesi mammarie non sono dispositivi dalla durata eterna. Se si rompe un impianto protesico con protesi mammarie riempite di soluzione salina, il contenuto che fuoriesce è innocuo e viene assorbito dal corpo in poche ore. La conseguenza immediata è il cambiamento improvviso della dimensione del seno che si riduce di volume.La rottura di una protesi mammaria può verificarsi a seguito di un trauma al torace ma più comunemente si verifica spontaneamente senza alcuna causa apparente. Ciò richiede la sostituzione chirurgica dell’impianto mammario.
Se la paziente si trova in una fascia di età (over 40) nella quale gli esami mammografici dovrebbero essere eseguiti periodicamente, sarà importante riferirsi a un tecnico di radiologia esperto nel sottoporre ad esame radiografico soggetti portatrici di protesi mammarie. Il vostro chirurgo plastico in alcuni casi può raccomandare altri tipi di esami, quali l'ecografia o la risonanza magnetica.
Diversi studi di grandi dimensioni sono stati completati ed hanno fornito dati rassicuranti che escludono che le donne con protesi al seno abbiano un aumento significativo di rischio per queste malattie.










